Il baricentro armonico
La ricerca silenziosa di Francesco Bertipaglia
Nel mondo della liuteria, dove secoli di pratica sembravano aver già portato ogni possibile perfezionamento, il lavoro di Francesco Bertipaglia nasce da una domanda semplice e radicale: perché ci siamo concentrati così tanto sul legno e così poco sulla corda? BARICENTRO ARMONICO
Contrabbassista e ricercatore, Bertipaglia ha dedicato oltre vent’anni allo studio di un elemento spesso considerato secondario, ma in realtà decisivo per la qualità del suono. Da questa ricerca nasce l’HTS – Harmonic Tuning System, un metodo di regolazione che interviene sul rapporto tra corde, tensioni e armonici, modificando in modo profondo la risposta sonora di violini, viole, violoncelli, contrabbassi, chitarre e mandolini.
La liuteria occidentale ha raggiunto risultati straordinari già nei secoli passati. Ma secondo Bertipaglia, uno squilibrio si è creato nel Novecento, quando le corde di budello sono state progressivamente sostituite da corde metalliche, più potenti ma anche più rigide.
Questo cambiamento ha introdotto nuove tensioni e interferenze acustiche — i cosiddetti battimenti — che la struttura originaria degli strumenti non era stata progettata per gestire. Il problema non stava nello strumento in sé, ma nel modo in cui le corde lo sollecitavano.
Da qui nasce l’idea del baricentro armonico: individuare un punto di equilibrio che permetta alla corda di esprimere il massimo potenziale musicale senza forzare lo strumento. Baricentro Armonico
Per sviluppare il suo sistema, Bertipaglia ha collaborato con il matematico Giovanni Giammaruconi, introducendo un approccio scientifico alla regolazione dello strumento.
Il cuore dell’HTS è una cordiera con fori sfalsati, che consente di modificare con precisione la lunghezza della corda nel tratto dietro il ponticello. Un dettaglio apparentemente minimo, ma con conseguenze importanti.
Alcuni principi chiave del sistema:
Oggi Francesco Bertipaglia continua a diffondere quella che definisce, con ironia, una semplice “bazzegola”, citando Einstein.
Consapevole che nessun inventore può misurare fino in fondo l’impatto del proprio lavoro, osserva con interesse come il suo sistema venga adottato e discusso da musicisti e liutai in tutto il mondo.
Una ricerca silenziosa, nata dall’ascolto e dall’osservazione, che dimostra come anche nella musica — come negli archivi — le tracce più importanti siano spesso quelle meno appariscenti. Baricentro Armonico
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