Custodire ciò che la musica lascia

MusaeMemore nasce da una convinzione semplice e radicale:
la musica non scompare quando il suono si spegne.

Storie di oggetti musicali. Resta negli oggetti che sono stati toccati, negli archivi che hanno attraversato il tempo, nelle testimonianze di chi ha custodito, studiato o salvato frammenti di memoria musicale. Musae Memore esiste per raccogliere e raccontare queste tracce, restituendo voce alla storia materiale della musica italiana.

Il progetto nasce dalla collaborazione con Claudio Paradiso, da anni impegnato nel recupero, nella tutela e nella valorizzazione di archivi musicali e documentali di rilevanza nazionale. Un lavoro di salvataggio e ricerca che ha permesso di sottrarre all’oblio fondi, oggetti e testimonianze oggi fondamentali per comprendere la storia della musica nel suo contesto umano e culturale.

Musae Memore si muove tra archivi musicali, documenti, strumenti, spartiti e racconti orali, trasformando la conservazione in narrazione. Non per celebrare il mito o l’eccezione, ma per restituire umanità, contesto e continuità all’esperienza musicale.

Le storie di oggetti musicali nascono dall’ascolto diretto: dalle voci di musicisti, studiosi, eredi e custodi di archivi, spesso raccolte attraverso interviste video che diventano il punto di partenza per un racconto accessibile, rigoroso e condivisibile.

In un tempo dominato dalla velocità e dall’oblio, Musae Memore rivendica il valore della memoria come responsabilità culturale. Raccontare archivi e oggetti significa sottrarli alla dispersione, renderli nuovamente presenti, metterli in relazione con il nostro tempo.

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Musae Memore non conserva il passato: lo rende leggibile. lo rende ascoltabile. lo rende vivo.

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